Presepe nel deserto

15-12-2010


Sono soddisfatto: sono riuscito a realizzare ciò che avevo in mente. Forse il deserto della Giudea non sarà proprio così, ma gli elementi essenziali di un deserto ci sono tutti. L'erg con le sue dune, il reg, l'immancabile oued, l'oasi con le palme, il pozzo, l'accampamento dei nomadi, le grotte e le abitazioni troglodite, e, infine, i fertili terrazzamenti che tagliano le pendici delle montagne.

Possiamo partire per un giro turistico. Cominciamo con la veduta generale del presepe:




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Percorrendo l'oued da est troviamo subito sulla destra le abitazioni troglodite:



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Sulla sinistra dell'oued si estende l'erg con le dune.



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In un avallamento, dove c'è un'oasi e un pozzo, i nomadi hanno installato il loro accampamento.



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I cammelli si abbeverano al pozzo dove una donna fa riserva d'acqua, mentre altri si scaldano accanto al fuoco.



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C'è ancora tempo prima che nasca Gesù, quindi questo si può fare una bella dormita prima di incamminarsi.



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Dall'oasi verso ovest si vedono in lontananza i Re Magi, che hanno attraversato tutto il deserto e sono ormai prossimi alle montagne.



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Abbiamo ormai raggiunto le montagne che separano il deserto dalla valle di Betlemme dove c'è la grotta della Natività.  Bisogna ora arrampicarsi per la ripida mulattiera che attraversando terrazzamenti coltivati e costeggiando grotte abitate dai pastori ci porterà al colle.



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Ed eccoci infine al colle, da cui si può vedere la valle in cui c'è la grotta, meta del pellegrinaggio.



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Oggi, 6 gennaio 2011, giorno dell'Epifania, nel salone parrocchiale della chiesa di San Domenico Savio, ad Asti, si sono riuniti tutti coloro che hanno partecipato alla rassegna dei presepi. E' il quarto anno che questa simpatica iniziativa si realizza, grazie all'impegno di molte persone che dedicano parte del loro tempo libero alla vita della parrocchia. E' grazie a loro che il numero dei partecipanti alla rassegna-concorso è in costante aumento, come pure la qualità delle opere presentate. Ho notato con piacere che tra i partecipanti vi erano molti giovani, e anche molte famiglie, che evidentemente trovano in questa bella tradizione - la costruzione del presepio - un momento di aggregazione e di spiritualità, di cui la società ha oggi un enorme bisogno.

Sono state tante le opere presentate e tutte, per una ragione o per l'altra, interessanti e degne di nota. La fantasia non è mancata: un presepe costruito nel cavo di un albero abbattuto dal fulmine, un altro sfruttando i gradini di una scala, un altro ancora utilizzando statuine di ceramica d'epoca pazientemente rivestite con abiti di tessuto creati all'uopo. E questi sono solo gli esempi che ricordo al momento. E nessuno potrà più dire di non avere il posto per fare il presepe: una simpatica bambina ha detto che l'ha costruito sull'armadio proprio perchè non aveva altro posto! E un altro ragazzino che ha costruito il presepe per regalarlo: che tenerezza!!

Sono lieto di aver partecipato a questa iniziativa, e ovviamente ringrazio tutti coloro che l'hanno resa possibile con la loro collaborazione.

E poi - non lo dimentico di certo - un ringraziamento particolare a chi ha voluto premiare il mio presepe come migliore realizzazione.


Continua: vedi video e puzzle 



Viaggio nel presepe

29-12-2011



Ho costruito questo presepe cercando di rappresentare l'orografia del territorio di Betlemme che, arroccata sulle montagne, si affaccia verso est sul deserto della Giudea, esteso sino alle sponde del Mar Morto. Purtroppo, per mancanza di spazio, mi sono dovuto fermare prima.


In realtà, il deserto della Giudea è questo:




Panoramica verso sudest del deserto della Giudea. Sullo sfondo si vede il Mar Morto.


In molti periodi della storia antica il deserto della Giudea fu un importante luogo di rifugio. Davide vi si nascose dal re Saul (1 Sam. 26:1–13). Gesù vi digiunò quaranta giorni e quaranta notti (Mat. 4:1–11; Mar. 1:12–13). Poiché chi viaggiava da solo in quest’area era una facile preda, Gesù ambientò la parabola del buon samaritano sulla strada che attraverso il deserto della Giudea va da Gerusalemme a Gerico (Luca 10:25–37).
L'interpretazione mia, invece, la vedete qui: